Prendi un luogo immerso in una natura rigogliosa, un fazzoletto di prato sotto nuvole che corrono o un pezzo di terra d’ aria aperta e, quando tira vento forte da Nord, una stanza accogliente, con tavoli, sedie, lavagna, libri, colori, materiale da disegno.
Prendi una maestra con esperienza nella scuola pubblica e una cartella piena di mille strategie, ben consapevole dei pregi e dei limiti della stessa, che insegna a leggere e a contare applicando ciò che s’impara alla vita quotidiana.
Prendi la volontà di trasmettere alle nuove generazioni l’amore e il rispetto per la vita, per gli altri, per sé stessi e per il meraviglioso pianeta che ci ospita, alimentando la gioia di vivere incoraggiando il movimento fisico, la condivisione e il gioco all’aria aperta.
Prendi un gruppo di genitori stanchi della violazione dei diritti dei bambini e delle restrizioni recentemente introdotti nella scuola pubblica, coraggiosi e volonterosi di mettersi in discussione, confrontarsi e di portare il loro contributo e le loro competenze all’interno del progetto.
E prendi un gruppo di bimbi di età diverse comprese tra i sei e i dieci anni, la maggior parte dei quali ha già conosciuto la scuola pubblica, che si trovano a spaziare tra grandi argomenti a tinte semplici, che imparano a conoscere quella macchina perfetta e potente che è il loro corpo, il sistema immunitario, il cervello con le sue tecniche per ricordare e il cuore, tempio di emozioni selvagge da ammaestrare attraverso il respiro e la presenza.

Un pizzico di musica cantata come fossero uno, una spolverata di laboratori creativi e la storia raccontata nei luoghi antichi.
Mescola per bene e amalgama il tutto cuocendo al fuoco lento dell’amore.
Così nasce questa piccola scuola, un gruppo parentale informale che mette al primo posto le nuove generazioni creando una bolla di sopravvivenza in questo momento pazzo, garantendo ai figli la vivacità degli sguardi, la condivisione, il sorriso, il movimento e l’istruzione.
La ricetta della scuola felice e dedicata che dipinge di rosa le guance dei bimbi felici che fanno il muso se per caso si trovano a dover saltare un giorno.


