Stargate

I luna park italiani e i pub inglesi hanno qualcosa in comune; entrambi sono degli Stargate, il primo temporale e il secondo spaziale.
Saranno trent’anni che non vado sulle giostre ma è ancora tutto uguale, nonostante un mondo che freneticamente cambia ad una velocità inimmaginabile.
Quante cose sono cambiate nella nostra società in questi trent’anni?
C’erano le cabine telefoniche con i gettoni, c’era la compagnia dell’oratorio, c’erano le telefonate che la mamma o il papà dall’altra camera alzando la cornetta ti dicevano di mettere giù ( “metti giù tu, no metti giù prima tu, no prima tu”) c’era lo stereo, alcuni fortunati avevano il giradischi e alcuni vinile comprati da papà, c’ era la TV dove tutto era un po’ più lento, un po’ più simile alla vita reale, talmente lento che riuscivi a farti piacere Beautiful e le altre soap opera.
C’erano i motorini ‘Ciao’ che se ti passavano accanto li sentivi e anche troppo, c’erano gli incontri dal vivo alla stessa ora del sabato, momenti attesi e aspettati che a forza di sguardi lui o lei ti parlava.
C’erano i classici negozietti sotto casa dove sempre potevi comprare il pane e il latte.

C’ era la sala giochi con pacman e super mario. C’ erano le cartoline, le letterine e le foto stampate.
Poi tutto è andato sempre più veloce a ritmo frenetico ed incalzante.
Ma il luna park è esattamente lo stesso di quando ero bambina, le paperelle da pescare, gli autoscontri, il tira pugni se si chiama così, la casa degli orrori si fa per dire, lo stesso odore, la stessa atmosfera.
Gli stessi giostrai, o quasi.
Pazzesco, facevo questa riflessione un paio di giorni fa .
E che cosa c’entrano i pub inglesi? Anche quelli sono una specie di Stargate in cui l’inglese timido, riservato, incasellato, giudicante e impacciato che fuori, per strada tira dritto, valicata l’entrata del pub magicamente ed incredibilmente muta in un individuo socievole, sorridente, amicone di tutti che parla sguaiatamente, abbraccia, chiacchiera con passione e sentimento facendo amicizia con tutti, complice naturalmente la birra. E allo scoccare delle undici di sera, senza la magia di una fata azzurra, nè una zucca con le ruote ad aspettarlo all’uscita, ritorna quello di prima imboccando la strada di casa.

È solo una riflessione, un generalizzare, uno scatto fotografico, una caricatura, ma ricorda proprio qualcosa di vero.

Lisa Frassi
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