
Dieci anni fa ero convinta che gli italiani si dividessero in due grandi categorie, quelli che guardavano la televisione e quelli che preferivano farne a meno.
Oggi non posso che essere fermamente convinta del fatto che siamo davvero quello che mangiamo, non solo fisicamente parlando, ma anche emotivamente.
Passare il proprio tempo prezioso davanti alla tv anche solo per rilassarsi un po’ finisce per plasmare credenze, bisogni, idee, paure, limiti che non sono più i nostri ma una sorta di software installato dentro di noi da qualcun altro che prende il possesso della nostra vita.
Attraverso lo schermo tutto viene religiosamente controllato, pilotato, venduto, avvelenando presto il libero arbitrio dello spettatore, manipolando i suoi gusti con il fine di tenere in pugno la sua vita, i suoi consumi, le sue abitudini.
Prestarsi a subire questo fiume di informazioni superficiali, vuote, distruttive ci rende esseri passivi e rassegnati, più infelici che mai e privi di creatività, di significati e di valori.
È importante sapersi difendere e proteggere bambini e ragazzi, trovando strade alternative per arricchirsi dal punto di vista culturale e aumentare gli strumenti per intervenire al meglio sulla propria vita, sulla propria felicità, sulla propria realizzazione.
È triste che la scienza e la tecnologia, forse un tempo nate per apportare migliorie, divertire e intrattenere l’uomo, siano diventati col tempo mezzi spietati per vendere, diffondere idee e accentrare il potere nella mano di pochi.
Ognuno è padrone della propria esistenza, del proprio corpo, dei propri sogni, della propria salute. Siamo figli di questa terra, nati liberi, le uniche regole etiche che dobbiamo avere sono quelle del rispetto di noi stessi, della parola data, degli altri e dell’altrui libertà e di questo meraviglioso pianeta.
Riaprirsi dunque, alla vita, alle relazioni e agli scambi reali, svuotare dalla spazzatura per tornare all’essenza di ciò che siamo e di ciò di cui abbiamo davvero bisogno per realizzare appieno la nostra esistenza.


