“Non si diventa illuminati perché ci si immagina qualcosa di chiaro,
ma perché si rende cosciente l’oscuro”
C.G.Jung
Gran parte delle persone non ha coscienza della propria ombra, che disturba e irrompe fino a quando essa non viene vista e accettata.
I sogni sono il teatro libero in cui questa parte di noi può essere liberamente espressa.
E allora via libera ad inseguimenti, fughe, rievocazione di mostri, ascensori troppo stretti, denti che cadono, animali come feroci predatori.
Il sogno è un film di cui siamo i registi è tutto ciò che viene messo in scena è parte di noi e della nostra emotività.
È un po’ come mettere in un frullatore tutto ciò che vediamo e sentiamo durante il giorno, le posizioni che assumiamo durante la notte e una considerevole quantità di contenuti inconsci, un insieme di aspetti scomodi avvolti in emozioni quali aggressività, invidia, rabbia, disgusto, vergogna.
La stragrande maggioranza delle persone nega e trasferisce sugli altri, proiettando aspetti di sé e utilizzando altre difese come la negazione o la razionalizzazione.
Ho citato alcuni dei meccanismi inconsci di difesa dell’Io rispetto all’ombra.
I meccanismi di difesa li sviluppiamo nei primi anni di vita per sopravvivere e adattarci meglio alla realtà che ci circonda.
E’ come se fossero un’ ingessatura di un arto dopo un trauma. Le difese dell’Io sono l’equivalente del gesso, per un po’ sono utili per proteggere la ferita, ma dopo un po’ di tempo non solo non servono più ma diventano limitazioni alla propria evoluzione e dunque alla propria realizzazione e felicità.
Le onde dell’Ombra si sollevano violentemente e improvvisamente se una persona da troppo tempo conduce uno stile di vita che non lascia esprimere le sue qualità più autentiche.
La tempesta indica che è giunto il momento di cambiare.
La crisi, l’apice delle difficolta’, si può esprimere attraverso manie, idee ossessive che portano a fare azioni e gesti privi di senso che strozzano libertà e felicità, fobie, ovvero paure immotivate, anestesia del sentimento e indifferenza a tutto, una malattia organica più o meno importante, incubi dai contenuti ansiogeni, attacchi di panico, insonnia, depressione, acting out, e una costellazione di disturbi e patologie.
Il sintomo è legato alla nostra ombra e ci parla di noi, sopprimerlo con farmaci in alcuni casi e temporaneamente può essere d’aiuto, in molti altri invece no perché offuscare la manifestazione della nostra ombra, di una parte essenziale di noi, del nostro disagio è molto diverso dal risolvere il problema.
È un versarci sopra fiumi di alcol per non pensarci.
Nei sogni spesso tutto si esprime liberamente, capita infatti di svegliarci quando contenuti profondi di noi a affiorano in superficie e rischiano d’ inondare tutto.
Essi liberano le nostre emozioni che magari tendiamo a tenere prigioniere nello scantinato di noi stessi durante la veglia.
Sogniamo di volare, sogniamo di cadere, la gioia di elevarsi viene spezzata dal terrore di precipitare; dietro a questo alternarsi di emozioni intravediamo la volontà e la necessità di un cambiamento profondo, di abbandonarsi ai propri desideri, ma nello stesso tempo anche il timore che questa trasformazione drastica possa poi portare sofferenza e farci “precipitare”.
Spesso appare evidente il conflitto tra le pulsioni e la morale, le polarità opposte del sognatore.
Sognare di essere su un ascensore per esempio, sognare l’incapacità di fermarsi al piano giusto, di compiere cioè una scelta importante, oppure trovarsi in un ascensore senza controllo, in una lotta tra seguire l’istinto o la ragione, il mondo della mente e quello delle degli istinti più profondi si trovano in disaccordo.
Le pulsioni negate o soppresse possono rappresentarsi in animali che appaiono in sogno e che ci mostrano aspetti di noi.
La parola “animale” etimologicamente deriva da anima, rappresenta l’aspetto di noi più puro, genuino e naturale. Gli animali in genere rappresentano la forza dei nostri istinti primordiali e accogliere queste immagini nel nostro mondo interno significa attivare un’energia che è già presente dentro di noi. Se, al contrario, questa energia viene repressa o negata, il rischio è che essa si scagli contro di noi e diventi distruttiva.
Il nostro seme deve diventare la nostra pianta; se siamo mele non possiamo diventare banane, e per far ciò è necessario conoscersi, abbracciare ed integrare anche gli aspetti più bui e cupi di noi.
Bisogna che realizziamo il progetto di diventare noi stessi, il seme che siamo realizzando il nostro potenziale, la nostra missione, i nostri talenti, facendoci, in questa vita, il più bel regalo di sempre, togliendo aspettative, maschere e difese che non servono più.


