Quando scrivi un tema devi metterci le emozioni. I tuoi sogni, le sensazioni.
Dipingerlo, divertirti, aprire la scatola del titolo e riempirla di Te in modo che non ci siano dubbi che sei proprio Te a scriverlo.
Altrimenti diventa la lista della spesa, un elenco noioso che dopo una riga e mezza chi legge pensa ad altro.
Quando vivi forse è un po’ la stessa cosa.
Un po’ di giallo, di guizzo intenso, il cuore che sussulta e poi il riposo, preoccupato o soddisfatto, e ancora una risata, uno sguardo complice, un discorso che decide la distanza, la progettazione e la realizzazione di un’ idea, la soddisfazione, il tempo pazzo.
Si può vivere sul PC? Sul telefono?
Che ci si alza cinque minuti prima della lezione, già stanchi, una fugace spazzolata ai capelli, neppure acqua fresca a risvegliare il viso e l’ entusiasmo è perso in uno schermo, da un anno e mezzo.
Che ti hanno raccontato che la vita è quella e tu ti stai affidando eppure, qualcosa non quadra, manca la miccia che sprigiona la passione e la volontà.
Manca tutto, è per quello che non la cerchi, non sai cos’è è, che aspetto ha.
Non sai dove rincorrerla, come afferrarla.
La felicità.
Fare esperienza. Confrontarsi, scontrarsi, indisporsi e perdonare.
Sbagliare e rialzarti. Passo dopo passo. È così che l’ autostima si crea. Metterti alla prova, parlare davanti ad un pubblico, entrare in contatto con l’immagine di te che hanno gli altri
Avventurarsi nella giungla delle emozioni, innamorarsi, di uno stupido, di te, del principe azzurro.
Imparare a distinguere il bello dal brutto, il malvagio dal buono, capire che in fondo non siamo così diversi dagli altri.
Svestirsi del superfluo quando si comprende che in fondo non è ciò di cui abbiamo bisogno.
Scegliere la nostra unicità e originalità.
Smettere di credere a Babbo Natale e di collezionare aspettative. Che tutto arriva al momento giusto e sei tu l’ unico padrone della tua vita.
Viaggiare, che è come studiare ma forse anche un po’ di più. Vedere che non c è un’ unica verità, un unico modo di vivere.
Rispettare l’ altro e il diverso da te e mal che vada puoi prendere le distanze da ciò che non ti piace.
Ecco, io pregherò per ognuno di voi, giovani dietro al muro di uno schermo, perché la vita è narrazione e creazione attiva.


