La resistenza dell’umanità

Anche qui, come nel resto del mondo, in particolare in alcuni paesi in cui la pandemia sembra colpire di più, si fanno sentire le timide proteste di chi non ne può più, commercianti che hanno sempre creduto nello stato e che sono stati messi in ginocchio da scelte che appaiono folli e rocambolesche, soprattutto se pensiamo che i virus, da quando l’uomo ha messo piede sulla terra, sono sempre esistiti.
La paura del virus è stata diligentemente trasferita nelle menti di molte persone.
Nella più pessimistica delle visioni viene da pensare che, da ora in poi, di anno in anno ci sarà un virus terribile che darà modo e occasione di vendere e arricchire le case farmaceutiche a scapito del nostro sistema immunitario, sempre più indebolito da paura, isolamento, stili di vita malsani e questi vaccini nocivi e di dubbia utilità.
Non siamo un popolo abituato alle grandi rivolte, cerchiamo di farci andare sempre bene tutto quanto, di vivere tranquillamente.
A noi basta la bellezza dei nostri luoghi, la generosità di mari, valli, montagne, amiamo la convivialità, la musica, le sagre di paese.
Balliamo e ci beviamo su un bicchiere di vino e siamo a posto
Anche senza i contributi che gli altri stati dell’ Europa e del mondo danno ai loro cittadini, per figlio, per cittadinanza, addirittura per studio.
Eppure ci stanno facendo a pezzi, noi e la costituzione italiana.
Quello che mi sento di dire a questo punto, davanti a dati e realtà manipolate, è di provare a resistere, economia italiana, a chi tenterà di comprarsi tutto e strapparci pure il sorriso.
Resistiamo, a chi crede nelle relazioni, nell’ incontro, nella condivisione, nei sistemi educativi che prevedono interazioni reali e figure di riferimento in carne ed ossa.
Perché la passione si tramanda, la motivazione necessita un traguardo, le difficoltà si affrontano, insieme.
Resistiamo, a chi crede che la cura sia un processo che debba necessariamente partire dall’ amore, un ‘prendersi cura” compassionevole fatto di gesti quotidiani e di umanità, e non un trofeo da esibire sui social, e non un sistema senz’ anima che tratta i pazienti come numeri, come protocolli, come valigie infette da essere isolate dagli affetti più cari.
Resistiamo, a chi non si è ancora contaminato il sangue di bugie, di forzature.
Resistiamo, a chi crede nelle persone e non nella burocrazia, un organismo privo di cuore e anima che sceglie per tutti ma non guarda in faccia nessuno.
Resistiamo, chi pensa che sia normale Non avere un bavaglio sulla faccia.
Chi ama questo paese, chi ama la verità, chi ama la libertà di pensiero e di parola.
Crediamo negli avvocati, abbiamo la legge dalla nostra parte.
Una corda tesa troppo si spezza.
Una corda troppo lenta non suona.
Cerchiamo di rimanere vivi, vigili, vitali nel mezzo di una musica che deve continuare, di un’ umanità che deve esistere ed esprimersi in tutte le sue manifestazioni più nobili e dignitose.

Lisa Frassi
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