Le relazioni sono tutto.
Dimentico gran parte dei film che vedo ma ogni tanto qualche frase importante scivola nel profondo e lì germina.
“Le relazioni sono tutto” è una di queste.
In effetti noi siamo le nostre relazioni.
C è chi camminando con lo zoppo impara a zoppicare e chi trascina qualcun altro in un progetto, in un sogno, in un pasticcio.
Attraverso gli altri misuriamo le nostre capacità, i pregi, i difetti; dagli altri impariamo, sviluppiamo nuove riflessioni, con gli altri sperimentiamo la nostra capacità o incapacità di creare legami sinceri e duraturi.
Le relazioni possono essere un terreno di grandi difficoltà e di sofferenza: succede quando impostiamo male i rapporti e diamo ad una persona la possibilità di comandarci a bacchetta o umiliarci, alla luce di una carente autostima.
Per questo motivo il tema della “distanza” tra noi e gli altri è importante per il nostro benessere mentale.
Saper vivere dalle proprie e altrui emozioni “alla giusta distanza”, senza farsi invadere ma anche senza isolarsi o inaridirsi permette d’ impostare in modo più gratificante la nostra vita.
E’ bene imparare ad aprire e chiudere la porta del cuore ascoltandoci e assecondando le nostre esigenze, permettendoci così di esprimere i nostri si e i nostri no, senza lasciare che tutti, indiscriminatamente, entrino ed escano come in un saloon.
Ognuno di noi ha i suoi tempi, la sua intimità, i suoi preziosi momenti, il sacro spazio del riposo in cui il sipario si chiude e finalmente possiamo essere in quell’ intimo contatto con noi stessi, in quel buio dove fioriscono nuove idee e in quel silenzio in cui i pensieri si quietano.
Sentirsi invasi ci confonde, smarriamo la strada, l’autonomia.
Saper vivere in modo fluido i momenti di esposizione al mondo esterno e quelli di raccoglimento in se stessi, senza temere la solitudine e l’ abbandono, ci aiuta a star bene e favorisce una certa elasticità nel togliere i freni e diminuire le distanze quando l’occasione lo consente, permettendoci anche di scivolare e d’ inciampare naturalmente nell’innamoramento.
È in questa alchemica eccezione che
tutto diventa imprevedibile e la distanza di sicurezza si riduce immediatamente a zero, ma forse è proprio questa la magia dell’amore.
Confini cancellati, distanze azzerate, il tempo diventa elastico e il nostro cuore dannatamente suscettibile.
Il pensiero si fa ridondante, sfiorandolo l’ ossessione, la paranoia o la compulsione.
Ma è l’amore che fa girare tutto, e l’innamoramento, con tutte le follie annesse, è l’anticamera di molte future famiglie, di figli messi al mondo, è un grande motore dove fioriscono arte, musica, filosofia, poesia e tutti gli slanci più divini dell’essere umano.
L’ ‘innamoramento può andare a buon fine creando rapporti duraturi, costruttivi e progettuali oppure far passare a chi ne è vittima le pene dell’inferno che comunque guariscono con quelle regole di buon senso di cui ognuno è geneticamente attrezzato.
Basta recuperare il contatto col nostro sentire, e allora diventa facile aumentare la distanza da chi ci invade e dalle frequentazioni che ci lasciano svuotati e di cattivo umore.
Se ci accorgiamo che i nostri rapporti di amicizia o di amore, invece di farci bene si trasformano in ragnatele appiccicose, cerchiamo di non romperli improvvisamente e drammaticamente, proviamo invece a “scalare”, proprio come si fa per interrompere una terapia con i farmaci o per uscire dalla dipendenza da una sostanza stupefacente.
Proviamo, sperimentiamoci un po’ alla volta a vivere ed ad apprezzare i momenti di solitudine, così importanti per portare alla luce interessi da tempo trascurati.
Evitiamo la tentazione di dire tutto di noi perché anche un segreto ci può far evolvere.
“In una fredda giornata d’inverno un gruppo di porcospini decise di stringersi insieme per trovare calore. Ma mano a mano che si avvicinavano gli uni gli altri, i porcospini cominciarono a pungersi a vicenda.
Ecco che allora divenne necessario allontanarsi. Poi provarono a stringersi di nuovo per sopportare meglio il freddo, ma ricominciarono a pungersi”.
Con questo breve racconto, noto come “Il dilemma del porcospino”, il filosofo Arthur Schopenhauer riflette sulla difficoltà del vivere in gruppo e di mantenere la giusta distanza nei rapporti con le persone per non ferirsi l’un l’altro.
Ma non è il filosofo famoso bensì un gruppo musicale di nicchia ad avermi ispirato questo articolo.
C’è questa canzone meravigliosa, ‘La giusta distanza’, composta dalla band femminile bolognese Diva Scarlet alcuni anni fa, quando ancora il rock si usava e gli spettacoli musicali erano floridi e all’ordine del giorno.
La trovate su YouTube, vale proprio la pena di ascoltarla.
https://youtu.be/sTCRLefagXY


