Il soffio vitale

Un’altra primavera concessa, e con lei il vento, fresco, frizzante sulle foglie brillanti, danzanti e l’ entusiasmo di vivere che si schiude.
Il vento in passato non mi era particolarmente simpatico, screpolava le labbra, scompigliava capelli, ribaltava ombrelli e progetti.
Oggi lo sento così necessario; rimango incantata mentre fa il suo corso, fa ciò che deve.
Il vento in natura è l’elemento che si crea per ristabilire un equilibrio tra differenze di pressione atmosferiche.
È difficile catturarlo in una fotografia, impossibile chiuderlo in una stanza.
Lo associo alla circolazione di idee, al movimento vitale che scorre e che si sbarazza delle perturbazioni del cuore.
Esso collega cielo e Terra, è una presenza che può alterare gli elementi, innescare e far divampare il fuoco, agitare le acque, infrangere i limiti della coscienza individuale con la sua energia spirituale.
Il vento è lo Spirito Santo della religione cristiana, rappresentato come soffio e portatore di cambiamenti.
Esso scorre, e ciò che scorre ha ragione perché muta, è sincero perché cambia, dirompente o leggero, a raffiche o costante, spazza il ristagno, ci pensa lui a farlo.
I primi popoli del Nord America tra cui Apache, Navajo e Hopi, consideravano il vento come una forza vivente, un Dio, un potere in grado di comunicare un linguaggio comprensibile a tutti coloro che possono e vogliono capirlo e sentirlo.

“Il vento dà ai nostri bambini lo spirito della vita”.

Chief Seattle

Lisa Frassi
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