Se la differenza la fanno le persone e noi siamo le persone, possiamo fare la differenza.
Se la differenza la fanno i gesti, i nostri pensieri e le nostre azioni fanno la differenza.
Possiamo imbatterci nella giornata storta di qualcuno che, con il suo fare arrabbiato, rischia di trasformare anche la nostra.
Siamo in grado di bonificare eventi negativi?
Qualche anno fa avevamo appuntamento in una cascina isolata, un luogo incantevole nella campagna biancastra di una giornata d’inverno.
Io e lei.
Era una domenica mattina e da lì a poco ci avrebbero servito il brunch.
Stavo arrivando, non la vedevo da mesi, non l’avrei più rivista.
Sulla strada incontrai un posto di blocco e poco dopo mi trovai a sfoderare le mie più nobili parole per giustificare la mancata revisione della macchina, fissata per l’indomani.
Erano passati solo un paio di giorni dalla scadenza ma le mie parole suonavano come un eco lontano tra le tante scuse usate dagli automobilisti fermati ai posti di blocco.
Non volevano ascoltarmi, non gli importava che dovevo andare da lei.
Ne ricavai solo una profumata multa e la sentenza che il veicolo non poteva circolare.
Forse, se avessi saputo davvero guardarli negli occhi con tranquillità e piena fiducia, se solo fossi stata in grado di strappargli quell’ odiosa formalità di dosso, mi avrebbero lasciata andare e non sarei arrivata così in ritardo.
Ieri era una domenica raggiante di sei anni dopo, molti chilometri più in là.
Due vigili con mitra alla mano ci fermano per un controllo.
Sono tempi di covid, ognuno pesa rischi e responsabilità e noi abbiamo organizzato comunque un campo formativo con un gruppo di adolescenti, nato per tamponare i danni e sopperire all’isolamento che i giovani stanno vivendo da troppo tempo.
Siamo in macchina con minori non congiunti e che hanno dimenticato i documenti a casa; la revisione è scaduta da poco, la situazione parte zoppa, con la stessa buona fede di qualche anno fa.
Accade però un piccolo miracolo e, invece di rovinarci la giornata, i vigili accolgono la nostra sincerità raccomandandoci di andare a fare la revisione.
È stato il caso a determinare gli eventi?
Oppure, come diceva Giordano Bruno, è il pensiero che determina la realtà?
E quanto conta realmente la nostra predisposizione alla pace, la fiducia, il respiro calmo nel momento in cui si dispiega un evento?
Alleniamoci dunque nel cercare l’anima delle persone, oltre al vestito, dietro le apparenze e la formalità.
Alleniamoci nei piccoli gesti quotidiani che fanno la differenza.
Esercitiamoci alla fiducia che un imprevisto si risolverà e, ancora più a monte, teniamo a mente che la nostra vita è guidata da una saggia presenza che ci conduce e ci protegge.
Sei anni fa ero agitata, trafelata, impaurita; questo guazzabuglio di emozioni può aver influito sugli eventi?
Penso proprio di sì.


