Bob Dylan non era un copione

Questa mattina ero in questa spiaggia poco lontana da casa, solo parzialmente attrezzata, tranquilla anche in agosto, una sicurezza se non vuoi litigare, se cerchi di schivare urla e schiamazzi o vuoi evitare di assistere a sfilate di niente e sgomitare per difendere il tuo angolo di ombra sotto l’ ombrellone.
Di fianco a me arriva una coppia di stranieri, lui con un sombrero più simile ad un copricapo da festa di Carnevale. lei morbidamente rosa, sbruciacchiata dal sole di agosto, quello che non perdona le carnagioni lunari.
Ad un tratto la donna si denuda, lo fa con una tale naturalezza da fare invidia, a me, che vorrei avere il suo coraggio.
Poi entra in acqua e lentamente nuoticchia.
Seguita da lui. Si scambiano un abbraccio e qualche parola in una lingua straniera, sotto gli occhi dei bagnanti, poi lentamente lei esce fuori dall’ acqua, come mamma l” aveva fatra circa trent’ anni fa o forse meno.
Ho provato un tale senso di pace che non so spiegare.
Come una pausa nel suono assordante, come il dolore che per un attimo scompare, il tempo si ferma in quella purezza essenziale che solo un bambino potrebbe manifestare.
Era tutto lì, in quella nudità armoniosa senza fronzoli, senza costruzioni, perversioni, senza tutte le stupidaggini del nostro mondo.
Era la vita, l’ amore, la natura, la verità, la forza, la madre.
“Il mondo moderno con tutte le sue folli complicazioni destava molto poco interesse in me; esso non aveva rilevanza, non aveva spessore, non mi seduceva.
Le cose che davvero mi emozionavano erano l’affondamento del Titanic, il ciclone di Galveston, John Henry che menava colpi con il suo piccone d’acciaio…
Tutto questo per me era il presente trasformato subito in canzone ed eseguito così come era sotto il cielo.
Queste erano le notizie che per me erano importanti che io seguivo e delle quali prendevo nota.”
Leggo la biografia di un cantante, di uno che ha avuto la fortuna di vivere quella New York che pulsava musica da ogni tombino, fiorita di locali stravaganti e puzzolenti dove i talent scout pescavano visionari di epoche future distillati nelle loro canzoni, nella loro musica, vera, autentica, pura.
Mi piace leggere uno che non avrebbe mai detto di vendere tanti dischi e vincere un Nobel per la letteratura.
In quale caverna si nascondono gli artisti sinceri, puri, dove è imprigionata la loro arte spoglia di compromessi, dove?
Una volta nelle canzoni, nelle folksong dicevi la verità, anche se la cultura di massa era fiacca e una grossa presa in giro.
Ma nella musica, nell’ arte, nella poesia, potevi essere grande, diretto, sincero, in tutta franchezza.
Oggi non c’ è “artista” che non abbia venduto l’ anima all’ eterna omertà.
“Il trattato di Clausewitz insegna tanto sulla vita. Il posto della morale è stato preso dalla politica, una forza brutale. Tu devi fare quello che ti hanno detto, chiunque tu sia, o ti pieghi o sei morto.
Non c’ è posto per la speranza, non c’ è tempo per la fede, o stai al riparo, elevato in un posto sicuro o sei esposto giù a valle”.
Leggo Bob Dylan e penso che si, questa è la realtà.
Puoi pregare, sperare, ma in fondo la politica non ha dignità, non merita rispetto.
Il 22 agosto, da quattro anni, organizziamo l ‘ alba musicale sulla spiaggia di Pittolongu, un evento di musica di qualità, originale, preghiere di diverse tradizioni e il sole che sbuca dal mare alle nostre spalle e dipinge di rosa tutti quei volti, emozionati, quelle trecento anime sedute lì per noi.
Quest’anno abbiamo scelto di NON suonare all’ alba, Unika, Jyotishmati 432Hz.
Tanti i motivi, principalmente non ci andava di discriminare il nostro pubblico.
In questi 4 anni è stato bellissimo, tanto che ci hanno copiato. Non solo il luogo, la data, l’ orario, ma anche il tema. Copiati da burattini.
Quindi no, non saremo noi il 22 all’ Alba, noi cambiamo pelle, ci piace l’ originalità, la spontaneità, la verità, i vecchi dentro non hanno idee proprie, copiano, divorano, fanno ciò che devono fare.
Vi aspettiamo però il 19 AGOSTO ad Alghero, in piazza Sulis alle 18 30.
Poi un’ altra data in Sardegna e il 2 settembre ci vediamo a Bologna per un bellissimo concerto.
Ringrazio come sempre chi mi ha stimolato a scrivere. Ero ferma, sconcertata, attonita. Ora, dopo aver passato in rassegna varie emozioni, ho capito che non mi turba essere stata derubata, m’ importano la giustizia, la libertà, il rispetto dei diritti umani, m’ importa tenere acceso dentro di me il lume della vita e della speranza e, francamente, non posso che provare pena per le piccolezze umane e pensare che, per essere copiati, in fondo, in questi anni, siamo stati bravi.

Lisa Frassi
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