Fuori dai denti

Che freddo quando battono i denti, e che rumore che fanno se li lasci picchiettare.
Se c’ è vento forte e tu sei zuppo d’ acqua in riva al mare al calar del sole perché non hai resistito a quell’ ultimo bagno, forse sì che se ne escono fuori con quel rumore meccanico.
Battono i DENTI per la paura, ma indietro non si torna, nossignore.
Quindi avanti tutta, in questa specie di buio che non ci volevo entrare, io come voi, con il debole lumino della fede tra le mani.
Penso ai tanti modi di dire sui DENTI, i nostri compagni di viaggio che se ne stanno lì in prima linea, a suggerire qualcosa di noi senza che se ne escano voce o idee.
Sono segno di determinazione, aggressività, sicurezza, parlano del nostro carattere, dell’ approccio alla vita, del nostro status sociale.
Sono la nostra forza, la nostra debolezza, come se l’ una e l’altra fossero gli estremi della stessa qualità.
Perdere i DENTI riempie d’ incertezze, complica la vita, gesti che prima erano semplici e scontati, come il poter mangiare e masticare tutto, o il poter sorridere spontaneamente perdono di fluidità.
“Avevi dei DENTI così belli”, mia madre è delusa perché non sono più come prima, ci sono tutti quanti certo, ma sempre più storti sotto.
Eppure nessuno lo nota, solo mia madre ed io che poi, vedendola così sconfortata, ci faccio caso e mi guardo da vicino a DENTI stretti, a malincuore, dunque.
Ma perché mi dice così, mi chiedo, tanto non me lo metto l’ apparecchio alla mia età, e poi non si vedono quando sorrido.
Può essere che sotto sotto lei abbia il DENTE avvelenato verso di me? Cova rancore?
Manno’, e perché dovrebbe, una madre ama e basta, forse può essere gelosa della mia famiglia, forse vorrebbe essere accudita come lei ha dovuto fare un po’ di anni fa con me, forse si, forse no, forse è l’ età, le sue proiezioni dei suoi disagi, forse non sa che modificare artificialmente la dentatura potrebbe peggiorare la voce, la cassa di risonanza.
E io canto.
Non sono certo Freddy Mercury, però lui aveva risposto picche alle proposte incalzanti di sistemarsi la bocca, proprio per non perdere tutta la sua potenza e unicità.
Quanto sono chiamati in causa i nostri DENTI.
Battono, masticano, si mostrano per intimorire, si stringono per tenere duro e perseverare, digrignano per tensione e difesa.
Io sono una che parla fuori dai DENTI e non so mentire. Dovrei migliorare ancora sulla gentilezza ma simpatizzo per la sincerità.
Ma la gentilezza può davvero diventare la nostra più grande forza e spiazzare tutti.
Spiazzare. Spazzare. Spezzare. Sperare.
Scrivere è pane per i miei DENTI, anzi lo è più cantare perché una musica non esprime opinioni, esiste ed emoziona, arriva dove mille parole non possono.
Sì può lottare con le unghie e con i DENTI se nessuno ti ha mai insegnato come fare?
La risposta è sì, se ti viene toccato ciò che hai più di prezioso. È istinto innato.
Poi non sarai sicuramente il lottatore più forte e deciso della storia, più una specie di bassotto che per correre solleva tanta polvere e fa un grande sforzo senza andare molto lontano, o uno di quegli insettini che si trasportano qualcosa con gran fatica e poi arriva lo scarpone che li schiaccia o una ventata che li scaccia.
Ma almeno ci hai provato.
Per tutto il resto forse non ne vale la pena, c’ è troppa superficialità, troppa ignoranza, troppi interessi e troppi estremismi.
La lingua batte dove il DENTE duole, anche questa è carina ma dove voglio arrivare?
Non troppo oltre, in realtà.
Lontano, fuori da questa cupa galleria, non vedo nulla di buono.
Mi godo dunque ogni attimo di questo presente prezioso, di questo mondo che ogni giorno è sempre più pazzo e incerto.
Neppure il DNA umano sarà più lo stesso, per chi ha scelto così, con la stessa facilità con cui si sceglierebbe di bere una bottiglietta d’ ‘acqua naturale.
Mi godo il mare, la danza di una farfalla sui fiori, la brezza, la freschezza dell’ acqua, la semplicità dei bambini, le risa, le foglie degli alberi, il cinguettio degli uccelli, il loro volo frizzante, il gracidare delle rane sotto le stelle nella calma della sera, la dolcezza della frutta estiva.
Chi avrebbe scelto di combattere una guerra oggi? Chi mai l’ avrebbe fatto nella storia, di sua spontanea volontà.
I DENTI nei sogni ballano, nella realtà vacilla ogni punto di riferimento fermo e sicuro.
Potessi proteggerlo io questo mondo. Potesse cambiarlo un bambino, una preghiera.
Ci fosse anche nella realtà l’ eroe di tutti i film, quello che non ha nulla da perdere e si sacrifica per il bene.
Perché ogni sacrificio lascia un segno, nelle coscienze, nei cuori.
Ma, come si suol dire, chi ha il pane non ha i DENTI.
O forse, quando i denti s’ indeboliscono, vuoi godere a fondo della fragranza della vita.

Lisa Frassi
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