Vincere la depressione

Ogni qualità esasperata può diventare un difetto.
Ogni meccanismo fisiologico nato per proteggere il nostro corpo e aiutarci nell’adattarci a vivere può diventare spropositato e, dunque, un vero e proprio problema.
È difficile lungo il corso dell’esistenza mantenere sempre quell’equilibrio che permette di essere centrati ma nello stesso tempo vivi e attivi emozionalmente.
Troppe emozioni incendiano, mentre la loro assenza provoca uno stato di apatia o insensibilità totale.
È importante rimanere centrati ma spesso nella vita accadono esperienze a distanza ravvicinata o traumi che fanno perdere l’equilibrio.
L’ansia fisiologica e lo stress, per esempio, ci aiutano a mantenere la concentrazione in determinate situazioni o prestazioni fisiche
Quando invece le preoccupazioni diventano eccessive e incongrue rispetto a ciò che accade esse coinvolgono tutto il corpo lasciando le persone in un perenne stato di allarme.
L’ ansia generalizzata non è attribuibile a una situazione specifica come per esempio a un oggetto (come accade per le fobie) o a una persona (come accade negli attacchi di panico).
Sì dice spesso che paura e desiderio siano le due facce di una stessa medaglia. Allo stesso modo l’ansia e la depressione possono essere collegate, forse un goffo ma necessario tentativo di ristabilire un equilibrio.

Uno stato d’ansia costante provoca tensione muscolare e psichica, irrequietezza, agitazione e insonnia; la risposta di un corpo che tenta di compensare è indurre l’ estremo opposto, in questo caso lo stato depressivo.
Trattasi di depressione quando si ha un’ alterazione fisica e psichica globale dovuta a vissuti come tristezza, apatia, disperazione, disagio, sensazione d’ impotenza.
Può capitare a tutti una fase della vita in cui ci si sente più vulnerabili, attribuibile a vicissitudini complicate come una malattia, un lutto, una perdita di una persona cara, o anche una fase ormonale in cui risulta difficile uscirne da soli, proprio perché la voglia di vivere e l’energia vitale vengono a mancare.
Le prime strategie da mettere in atto sono porre attenzione al proprio modo di respirare (che condiziona enormemente il rimurginio di pensieri e l’ insonnia) e fare particolare attenzione al modo di alimentarsi; pesce ricco di omega 3, arachidi, semi di girasole che contengono il triptofano, un aminoacido che il cervello converte in serotonina, l’ormone del buonumore, sono fondamentali; il magnesio, la vitamina d (per esempio il ‘dibase’ in gocce) e ancora, gli integratori a base di curcuma o iperico possono fare la differenza.
Al contrario, il consumo consistente di zuccheri e farine raffinate e alimenti ricchi di grassi saturi è terreno fertile per la nascita di disturbi dell’ umore e generalmente peggiora il quadro clinico aumentando nervosismo e irritabilità.
Un altro aspetto importante è chiedere aiuto e sostegno a persone che abbiamo intorno e che, con tutta probabilità, saranno felici di aiutare. Spesso l’isolamento e la mancanza di condivisione incidono sullo stato d’ animo e, come esseri umani, abbiamo bisogno degli altri che ci restituiscono l’ immagine che riflettiamo sul mondo.
Condividere verbalmente, confrontarsi o scrivere, dipingere, cercando di trasformare quell’ ombra in parole o arte può aiutare.
E infine fare attività fisica, lunghe passeggiate in mezzo alla natura o praticare yoga favoriscono il rilascio di endorfine, sostanze che contribuiscono a stimolare sensazioni positive, agendo da anti-depressivi.
I farmaci non voglio menzionarli, certo possono aiutare per un breve periodo, ma perché non tentare prima altre strade che alla lunga non compromettono il delicato funzionamento neurochimico del nostro organismo?
Quando diverso tempo fa un mio paziente riuscì a liberarsi da ansiolitici e antidepressivi, ricominciò sì a sognare, ma in un modo così violento e aggressivo da essere svegliato dai suoi incubi angoscianti.
Era come se, dopo aver addormentato una parte di sè sedando artificiosamente il sintomo (e i sintomi sono un modo prezioso del nostro corpo per comunicare un malfunzionamento, un disagio, qualcosa che ci fa male richiamando l’attenzione su un aspetto di noi), i contenuti soppressi per lungo tempo fuoriuscissero violentemente con una forza devastante per compensare la loro prolungata soppressione.
E’ una strada lunga e complicata la disintossicazione dai farmaci, così come dalle droghe; come ogni sostanza stupefacente “danno” ma lo stesso tempo “tolgono” qualcosa.
Ricordiamoci che ogni situazione è a sé ed è importante ricordare che le medicine nascono per aiutare, ma è fondamentale non abusarne, evitando il “fai da te” e provando prima a percorrere altre strade, ricordando sempre che, dietro a farmaci e medicinali, ci sono grandi interessi e lobby farmaceutiche che mettono il loro profitto davanti a tutto.

Lisa Frassi
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