Condividere la storia

Sento questo audio durante quei quattordici minuti in macchina mentre percorro la tangenziale, il tempo primaverile incerto, il frequente cielo grigio che, chi è abituato a vivere su un’ isola, presto dimentica.
Sono parole importanti, penso che dovrebbero sentirle tutti ma poi no, tanto a che serve, ognuno impaurito dietro la sua fortezza di (in) certezze.
Un fiume di pensieri mi assale, l’ onda sembra essere troppo forte, non può essere domata, attenuata, avvisata, travolge tutto.
Mi sento stanca, come se questa densità rassegnata avesse preso anche me.
Esco in zona San Lazzaro, tanti palazzoni di cemento, case come alveari, sprazzi di verde curato con qualche albero dove si aggrappa lo sguardo.
Penso agli esseri umani, all’ antico bisogno di vivere vicini, in comunità, eppure così soli quando sul pianerottolo accanto all’ascensore neppure ci si saluta.
Vite aggregate, sovrapposte, cibo e tecnologia ad ingozzare, piccoli e grandi uomini orfani di una natura negata, sfregiata, senza la quale l’ anima si perde nel torpore di pensieri stanchi e confusi.
Questo mi sento addosso, lontana da giudizi, critiche, questo sento.
Ogni giorno nella grande città ho fame d’ aria e devo trovare il modo di uscire e di muovermi, così vago in cerca di verde, di alberi, fiori, fiumi, m’ imbatto in sguardi intristiti, in nasi e bocche dietro alla maschera e mi chiedo come facciano a respirare.
Molti camminano soli.
Altri corrono, corrono. Corrono sudati.
Altri sfrecciano in bici.
Qualche gruppo s’ incontra nei giardinetti tra i palazzoni, l’odore di cibo cotto nell’aria, una musica dal telefonino, le carte sul tavolo grezzo, le solite chiacchere. La tenerezza.
La compassione.
Tanti gli stimoli, tanti i rumori, associazioni e manifestazioni sopravvivono con le unghie infilate nel passato, riaprono timidamente cinema e teatri, la grande città offre tutto e il contrario di tutto, ci si può immergere con la certezza di risultare invisibile ai più, eppure puoi parlare per ore, condividere pensieri maturi con persone di cultura.
Vorrei condividere la storia che ho ascoltato, ma con chi, a che fine?
Penso alla fiaba che leggo a Daniele, cinque piselli in un bacello, il contadino che li regala al figlio, lui che li spara dalla finestra come proiettili, tutti si perdono nel mondo, mangiati da un corvo o annegati nello stagno.
Solo uno finisce sul davanzale della cameretta di una bimba malata, s’ incastra nel terriccio tra i mattoni e dà vita ad una nuova piantina che con la sua presenza, con il sole che s’ infiltra nella stanza, con le vitamine dei suoi piccoli frutti guarisce la piccola.
Quattordici minuti, tutto chiaro, tutto che non fa una piega.
Lancerei questa storia nel mondo anche solo per veder fruttificare una speranza.
Possiamo cambiare un futuro già scritto che incalza grazie ai mezzi più potenti di sempre?
O è bene prenderne atto e tacere, fare del proprio meglio per adattarsi, per non tirarsi la zappa sui piedi, consci che l’ immortalità è solo uno scatto su un rivista di moda e tutto avanza e finisce.
I nostri nonni hanno lottato per la libertà.
Moltissimi hanno perso la vita, giovani, acerbi ma coraggiosi.
E in quanti oggi vivono una vita miserabile, senza beni di prima necessità, tra stenti e ingiustizie? Quanti ancora nascono travolti da una guerra di cui non vedranno la fine?
Noi siamo gli occidentali, quelli cresciuti nella bambagia, quelli del tutto e subito. Quelli fortunati.
Quelli che oggi stanno capendo che tutti si muore, è sempre stato così, un giorno ci sei, quello dopo forse no , forse un mese, forse un anno, forse dieci ancora, ma in che modo?
Come vogliamo vivere i nostri giorni?
Vorrei che tutti ascoltassero quei quattordici minuti, dagli autparlanti appesi ai lampioni, da una voce calda fuoricampo, come quella di Cristophe che si rivolge a Truman quando con la barca tocca la parete degli studios.

Vorrei che mi dicessero che ne pensano.
Vorrei che mi diceste cosa ne pensate.
Ma a che fine poi?

(E se volete sentire la storia scrivetemi, in qualche modo ve la farò arrivare).

Lisa Frassi
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie per potervi offrire la migliore esperienza d'uso possibile. Le informazioni contenute nei cookie vengono memorizzate nel browser dell'utente e svolgono funzioni quali il riconoscimento dell'utente quando torna sul nostro sito web e l'aiuto al nostro team per capire quali sezioni del sito web sono più interessanti e utili per l'utente.