Mindfucking: manipolazione mentale

Quanto siamo influenzabili? Pensiamo di essere immuni ai condizionamenti ricevuti dalla televisione?
Seppure sia fuori dal tunnel da diverso tempo, ho l’ impressione di non essere ancora guarita dall’ influenza mediatica subita negli anni passati.
Per rendermi conto di quanto la memoria abbia una capacità illimitata mi basta ricordare i jingle degli anni 80, tutte quelle belle canzoncine delle pubblicità, dal Crystal ball, al formaggino tigre e il suo buon sapore di emmenthal svizzero, la lavatrice che lava di più con calfort e una miriade di note associate a parole forgiate per essere ricordate vita natural durante.
Anni fa ho assistito ad uno spettacolo teatrale di un noto personaggio di cui ora non ricordo il nome.
C’era il teatro Dehon di Bologna stracolmo di gente.
Quello che ci ha dimostrato l’ ex iena televisiva, è stato quanto inconsapevolmente immagazziniamo informazioni strumentalizzate per farci pensare in una certa maniera, per monopolizzare gusti e opinioni.
A metà spettacolo, ignari di tutto, noi del pubblico abbiamo scoperto di avere memorizzato dei numeri, un oggetto, un colore, tutto perché prima dello show, a sipario chiuso, sono girate hostess con cartellini appesi alle divise e siamo stati sottoposti a flash uditivi e visivi impercettibili, entrati nel nostro inconscio senza che ne fossimo stati consapevoli.
E così ho scoperto come viene generato questa specie di catrame che si lega indissolubilmente alle nostre piume come il petrolio in mare aperto e noi, gabbiani mutilati, inconsciamente ci conviviamo, appesantiti e accecati da qualcosa di ignoto e inconsapevole
E ci instupidiamo, perdiamo orientamento, potere e spesso buon senso.
Pensate che i condizionamenti che riceviamo siano marginali nella nostra vita?
Per capire come funziona il condizionamento dovete andare a ripassare Pavlov; noi psicologi lo abbiamo studiato il primo anno di università. Per farvela breve, basta che sapete che, se condizioniamo un cane a odiare un dato simbolo e un uomo si avvicina a lui con una maglietta con rappresentato quel simbolo, il cane certamente lo attaccherà.

Tra l’ assalto furioso di un animale e quello freddamente organizzato da un kamikaze, l’odio espresso è identico ed ha la medesima matrice: il condizionamento.
Uno dei metodi più efficaci per influenzare e dunque controllare la mente altrui consiste nell’isolare l’individuo, allontanarlo dalla sua casa, dai suoi affetti, dalle amicizie e da tutto ciò che gli appartiene. La privazione di questi elementi indebolisce la vittima e la rende più vulnerabile agli attacchi di tipo mentale.
Come appurato da studi, non appena un uomo resta solo diventa più vulnerabile.
Subito dopo l’ isolamento il controllo sociale diventa molto semplice e si risulta decisamente più suscettibili ad essere indottrinati.
Il soggetto, uscito da un periodo d’ isolamento dai precedenti legami affettivi, viene inserito in una cerchia di persone che hanno già aderito alla nuova ideologia. Egli riceverà con gratitudine i contatti affettivi con il nuovo gruppo e sarà bendisposto ad accettarne il controllo sociale. Il gruppo a sua volta trasmetterà o rafforzerà in lui concetti e i modelli interpretativi inerenti alla cerchia, modelli che egli si troverà ad assorbire associandoli alla sensazione di riconoscimento del suo “nuovo Io”.
Ed ecco finalmente entrare in scena il processo di etichettamento attraverso il quale l’individuo sarebbe forzato a sentirsi, a comportarsi e a divenire a tutti gli effetti, quel tipo di persona. E’ evidente come questo meccanismo venga adottato da parte di manipolatori per modificare la percezione del sé del soggetto-vittima.
La pazienza è la virtù dei forti e dunque, una delle armi più efficaci utilizzata per condizionare una mente; destrutturare, ferire, impaurire, modificare, indottrinare non sono processi veloci. Il tempo è un’arma fondamentale e formidabile: più a lungo il soggetto resta in isolamento, in stato di ansia, in costante sensazione di senso di colpa, più si abitua alla sua condizione e più è facile accedere alla sua mente.
Negli interrogatori per esempio la ripetizione di domande sempre identiche per giorni e giorni è uno strumento egualmente efficace nell’esaurire le energie dell’interrogato, rendendolo pronto a qualsiasi confessione pur di uscire dalla situazione da incubo in cui si trova.
Allo stesso modo, una menzogna diventa una verità quando viene ripetuta migliaia di volte; la storia creata, basata su una frode o su miti antichi, diventa un dogma, una certezza che il seguace prende per buona affidandovisi ciecamente.
Conoscere il nemico non serve per deprimersi e arrendersi ma per sapere contro chi si sta lottando e per vincere le battaglie.

Lisa Frassi
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